expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

martedì 10 marzo 2009

il suono del mare


Tutto si ferma,
in un istante tenuto sulla punta di un dito,
lascio scorrere i miei occhi nella sua lunghezza,
lo avvicino al viso e lo faccio mio.
Eppure mi è piaciuto bagnarmi nell'acqua del mare,
la prima volta che l'ho visto.
Eppure mi è piaciuto ribagnarmi e non essere solo a rivederlo
e trasformarlo di nuovo in una scoperta.
Sedersi sulla battigia ,
raccogliere la rena con le mani
e farla scivolare goccia a goccia a salire.
E vedere torri deformi,
come colate di cera,
che si alzano stentoree nello spazio,
mentre il mare gioca il suo riflusso,
sbattendo sulla spiaggia la sua calma potenza.


E passiamo ore incuranti dei silenzi ,
nella lenta caduta di quelle gocce di sabbia,
dando arte alla fantasia,
trasportate nei ricordi,
nei discorsi,
nei racconti
e in tutto ciò che la mente
ha voglia di rilasciare
alla totale comprensione del nostro ego,
alla nostra anima
che si specchia sulla spiaggia come un tramonto.

Da bambino li chiamavo castelli in aria,
quelli che il vento spazza via,
che l'onda del mare cancella,
ma che tu torni a cercare il giorno dopo
e quando non li trovi
sei pronto a costruirli di nuovo,
nella stessa posizione
sperando che questa volta resistano.

E nella mente,
nel cuore imprime il pensiero
"Non so perchè nonostante le onde
torniamo a sbattere sulla stessa spiaggia entrambe"
e ci sfioriamo in un bacio che non vorresti,
ma che noi desideriamo,
perchè sulla stessa sponda siamo sempre stati,
perchè sempre sulla stessa sponda sbatte il mare,
perchè le orme di un passaggio si disperdono ai nuovi passi
cancellati dall'onda,
perchè tieni la mia anima in una mano
ed io la tua
passeggiando sulla rena alla volta del sole,
perchè illuminati dalla pallida Luna
ci guardiamo negli occhi
e non c'è bisogno di parole.


Consapevoli del riflusso,
dell'andare e venire delle onde,
tengo abbracciate le tue ali
per non volare.
Le labbra si toccano
e a parlare
è solo il suono del mare

5 commenti:

  1. ...angeli, posati per cogliere la pienezza di ogni attimo...

    Che musica, Nero, leggerò il post cento volte !

    RispondiElimina
  2. Lacrime Amare10 marzo 2009 08:40

    Ed era proprio questo che mi mancava. Il rumore del mare.

    RispondiElimina
  3. mi piace come scrivi.
    ho letto il tuo profilo, ma che film è l'impero dei sensi, non lo conosco.
    p.s
    quando passi metti l'URL, così posso raggiungerti facilmente

    RispondiElimina
  4. sai, forse qualche volta è capitato anche a me di uscire dal mio involucro, forse proprio perchè ho provato questa sensazione tendo a desiderarla...
    ma chissà...eppure c'è proprio bisogno.
    ho bisogno di silenzio!

    RispondiElimina
  5. La voce del silenzio parla da sola...
    I pensieri vagano nella memoria...
    Bellissimo post...
    E non possiamo fare nulla...solo ricordare...
    Ciao Nero sono parole... che in questo momento non riesco a trovare la definizione giusta ma sappi che ne sono colpita...
    Dolce serata un abbraccio e bacioni

    PS: Ehiiii... sai anche io tempo fa ho postato con il rumore delle onde...

    RispondiElimina

Ehi,tu che ti senti colpito da quello che scrivo,tu che a volte ti senti il bersaglio delle mie lame...
sappi che la cosa mi fa molto piacere