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PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

mercoledì 31 dicembre 2008

Crepa


A ogni gesto,
a ogni azione.

Quando pensi di essere l'unico che hai bisogno.
Quando pensi che tutto ti sia dovuto.
Quando pensi che sia meglio che la pelle glie la metta un altro.
Quando pensi di avermi comprato.
Quando pensi che quando hai goduto tu,basti.
Quando pensi che sia tutto tuo.
Quando pensi che tuo figlio tanto sta bene lo stesso.
Quando pensi di sapere tutto.
Quando pensi che col denaro ne puoi avere altro.
Quando pensi che tua moglie ami solo tuo figlio.
Quando pensi che milioni di bambini disagiati possano aspettare.
Quando pensi tanto sei vecchio.
Quando pensi tanto sei drogato.
Quando pensi che la chiesa abbia bisogno dei tuoi soldi.
Quando pensi che la legge ti abbia favorito.
Quando pensi di essere furbo.
Quando pensi che il potere ti fa godere.
Quando pensi che violentare una donna è il tuo potere.
Quando pensi che un bambino ti fa godere.

La mia rabbia esplode,
segna la strada a non farti pensare.

Crepa

lunedì 29 dicembre 2008

La promessa


Le promesse rimangono impresse nel bosco,
ogni tronco ne diventa testimone,
lasciando scivolare grumi di resina,
come gocce di sangue.


Qua è notte,
nemmeno la luce riesce a varcare

i rami ormai spogli,
in questo momento solenne.

Il vento turbina tra le foglie,
creando giacigli di croccanti ex chiome,
solo il respiro giunge all'orecchio,

il sospiro del giuramento.


La corteccia dura segna il suo appoggio,
penetrando nella carne come schegge taglienti,
ma non si sente dolore,
avide bocche ,
denti ,
piacere.


Il cuore rimbomba,
suono di zocccoli,
veloce ansimare,
tirando capelli
prostrati all'addome.



Un solo istante per completare
l'eterna promessa,
mani che strappano
le ultime stoffe.

Intrico di labbra,
denti che azzannano,
baci di sangue e saliva
il giuramento è ultimato.

chi mi capisce è bravo

Continua a girare nella mia testa questa frase:
"la miglior difesa è l'attacco",
ma io non devo difendermi da nessuno.
Eppure torna,
e poi ancora.

Potrebbe essere un atteggiamento normale,
una delle mie follie,
ma la accantono un attimo.
Un istante,non è l'idea che mi serve,
oramai,che può fare?
E poi passano giorni di assoluto rispetto,
ah forse ho sbagliato,
Silenzio.
Eppure mille domande si susseguivano al giorno,
mille risposte.dubbi e certezze che venivano scoperti o ricoperti.
Beh non capirete un cazzo di quello che sto scrivendo.
Ah dicevo la miglior difesa è l'attacco,
e che cosa centra?
no è in più gettiamo questa domanda nel cestino.
Senza guardarla,senza degnarla di ciò che forse merita anche nella sua inutilità,
perchè non è quella la domanda che mi frulla per la testa,
ma se tutto questo è vero,
chi sei tu?

Non riuscirò mai a credere che sei un angelo malinconico di un pezzo di carta,so che non è vero,
per non impazzire.

sabato 27 dicembre 2008

quando.......

Quando nel silenzio,
il battito di ali di una farfalla,
mi distoglie da ogni tormento,
è tempo di.............,
silenzio!!
lasciami ascoltare


giovedì 25 dicembre 2008

Rumore di vetri infranti

Non trovo pace,
troppe ombre,
troppa luce in questa notte.


La fionda spara sassi,
gioco a colpire luminarie,
sadico divertimento.

E' ora di spezzare quelle catene,
che ti trattengono a forza.
Rumore di vetri infranti,
luci che si spengono come stelle cadenti.

Il volo di un falco a beccare il tuo corpo,
a strappare i legami della tua pelle,
artigli che affondano sulle tue cosce.

Mi ubriaco dei tuoi sensi,
ebbro vago in un mondo senza pensieri,
dove il buio ti libera.
Ali nella notte.
Un ultimo colpo.
L'elastico teso.
Ho colpito la Luna.
Rumore di vetri infranti ,
come una stella cadente.

mercoledì 24 dicembre 2008

Sogno............


Fermo il respiro,fermo il pensiero,
fermo le palpebre nel loro ritmo sugli occhi.
Sento che non sono solo.
Tappo la bocca ai miei spettri.
Sento un respiro,
sento un odore.

L'istinto si muove.
Segue una traccia che è già nell'aria.
Il suo sapore.
Suono di lame che spezzano il buio.
Perle di sudore che scendono lente
.
Procedo in punta di piedi.
Una mano afferra le mie caviglie.
Sento le unghie entrare nel malleolo.
Sento la dolce carezza di capelli salire lungo le gambe.
Sento denti penetrare nei miei fianchi.
Il mio capo che cade indietro.

Sento le spalle calde sotto le mie mani.
La fredda parete si incolla alla mia schiena.
Sento le lame che tagliano il mio ventre.
Sento che le ginochhia si piegano.
Cado su un corpo caldo,fremente.
Ora le lame sono nelle mie mani.


Le sento affondare nel corpo che mi avvolge.
Sento labbra che mi cercano.
Sento braccia che mi premono.
Sento mischiarsi sangue,
sudore,
piacere.

Ora è tutta armonia col silenzio,
respiri spossati,
silenzio di corpi in movimento.

martedì 23 dicembre 2008

i won't be weeping long


Come un neon malfunzionante la Luna appare a tratti dalla finestra.
BOM BOM
Gli scuri sbattono sulle cornici delle finestre alla forza del vento.
L'ombra delle nuvole che viaggiano veloci si spegne al loro coprire la pallida luce.
BOM BOM
Come diapositive proiettate si stampano nella mia mente scene del passato.
Scatti di ciò che è stato.
Ora un bicchiere cade sul tavolo lasciando scivolare il suo liquido.
Nudo mi alzo e raggiungo lo scempio.
Mi chino a leccare la dispersione di quel nettare mischiato al sapore del legno le cui schegge sono taglienti.
Imprimo la mia lingua sul tavolo quasi a voler penetrare tra le assi e un sottile rivolo di sangue si mischia a tutto il sapore.
Sento i bicchieri vibrare nella credenza,la porta ritmare i suoi battiti sugli stipiti,le foglie cadute e secche nella strada correre.
I miei spettri cominciano a punzecchiarmi,a graffiarmi coi loro artigli.
Vogliono la mia pelle,bere il mio sangue.
Unico calore, il permanere sul pavimento gelido.Sono come trattenuto dalle braccia delle mie ombre che si nascondono in quel gioco di luci Luna-nuvole mostrandomi le loro fauci affamate pronte ad azzannare.
Conosco i loro volti,non le temo,sanno che so essere più forte di loro.



Il vento sibila ,tra i rami, le pareti e le fughe dei mattoni, all'esterno.
Mi avvicino alla finestra lasciando scivolare la forza dell'aria sul mio corpo.
Io avanzo,i miei spettri vengono respinti.Per quanto tenue la luce li allontana,la temono.
Sono indifesi davanti a lei,come lo sono io,ma non mi fa paura.
Mi appoggio al davanzale,gli scuri sbattono forte sulle mie spalle ma resisto alle bordate barcollando.Sento i lividi arrossarmi la pelle.
Sento i bicchieri andare in mille pezzi ,come i vetri della credenza,la porta sbattere,i vetri della finestra infrangersi,le sedie strisciare sul pavimento,il pianto dei miei spettri,lo spezzarsi di rami,l'urlo del bosco lontano,il suono metallico di campanelli e la risata del vento che pone fine alla sua furia.
Tutto si placa.
Camminando sui tagli dei vetri mi stendo sul mobile giaciglio e attendo l'alba godendo del solitario e ora silenzioso nero della mia stanza.
Gli scuri sono serrati.
Non voglio guardare la Luna.

But I won't be weeping long
But I won't be weeping long


lunedì 22 dicembre 2008

Bilanci


Il pensierino di Natale l'ho già scritto.Adesso sto preparando il bilancio di fine anno,il discorso che il presidente fa alla Repubblica.Beh io lo farò a me stesso davanti allo specchio,fingendo che sia la tv.
Parliamo prima delle cose che sono andate bene.
Mio figlio è in salute e questa direi che comunque è la base per una fortuna già grande..
Il resto è il resto direbbe qualcheduno.
Non sto ad elencare i problemi finanziari che purtroppo penso siano un pensiero per tanti in questo momento.Sono a casa da un mese dal lavoro senza prospettive e le esperienze lavorative di questo anno è meglio dimenticarle travagliate dal non essere pagati,all'essere incompresi per finire nell'essere licenziati per gelosia di personalità.
Tralasciamo anche gli impegni giudizari derivanti da separazione e da debiti,i procedimenti penali e chi più ne ha più ne metta.Tanto il sacco è grande.
Rammarico che ormai mi perseguita da tre anni è che in galera non mi mettono,hanno detto che devo stare fuor a patire.
Il passaporto non lo ho ancora rinnovato.Un pò perchè comunque non ho soldi per andare da nessuna parte e un pò perchè mi dispiacerebbe sentirmi dire che non me lo rilasciano visti i problemi di cui sopra.
Ma la vita scorre felice anche qua fuori,tutti sorridenti senza denti e anche se lentamente si va avanti tra scosse e spintoni,magari con qualche dito schiacciato,tutto procede.
Ovviamente tralasciamo il rapporto di separazione extragiudiziario,ossia quello reale,perchè se non ci penso è meglio.
Giungiamo così ad una futile sfiga che quest'anno sembra culminata nel suo apice giusto a corollare questo quadretto ameno e gioioso,poi continuano a chiedermi perchè NERO_CATRAME,l'automobile.
Precisando che non me ne fotte un cazzo dell'automobile,ossia purchè sia sicura e vada e magari consumi poco va bene qualsiasi,diciamo che tutto comincia a febbraio.
Una mattina da coglione cercando il cellulare che mi era caduto sotto i piedi mentre guidavo ho centrato un palo e sono finito a 90 gradi nel fosso.Per fortuna la velocità era minima e con una piccola spinta ho drizzato l'auto e arando i campi sono riuscito a tornare in strada con la sorpresa di ver sfondato radiatore,climatizzatore,luci,insomma avevo il muso,avevo.
Il meccanico ha fatto un bel lavoro.
Giugno.
Stessa auto,noto che io dormo pochissimo da sempre,tornando a casa dai miei 42 km di distanza lavorativi mi addormrnto a 50 metri di distanza in linea d'aria dalla porta di casa.
La fortuna vuole che mi sono addormentato 5 millesimi di secondo dopo,se no invece che la balaustra del ponte sul fiume facevo un salto nel fiume.L'auto completamente sfregiata da un lato e pure un pò accartocciata.
Lì ho capito che,detto che in galera non mi vogliono,neppure la morte mi vuole,tralascio il ragionamento sul se sia meglio o peggio.
Oggi.
Auto nuova da fine Luglio,contento perchè con impianto a metano,ciò che mi serviva per risparmiare un pò di soldi.
Viaggio con mio figlio in autostrada e l'auto smette di andare,ossia resta accesa,ma da chiari segni di fusione,dopo che l'altro ieri avevo controllato olio e acqua.
Sbiellata,ossia il motore è fottuto.
Sul carro atrezzi guardo Carlo e gli dico"chiedilo tu all'autista se ci porta a Lourdes".
Bene così visto che la mia letterina è arrivata a Babbo Natale ho avuto il regalo in anticipo.Così adesso lavoro lo vado a cercare a piedi e con la sfiga che ho lo trovo pure come minimo a 30 km da casa.
Nonostante tutto questa penso che sia la parte dell'anno che mi piace di più,almeno è paradossale e anche umoristica e almeno ho la forza di parlarne da vinto e non da incazzato,rabbioso,nero,nevrotico,pericoloso,ingestibile,indigeribile,indigesto.
La vera ciliegina su una torta fatta di grano nero,di pece,di asfalto,di voglia di scomparire,di avere il permesso di soggiorno per rimanere nella mia patria.
Patria,madre si sono un figlio di puttana.



sabato 20 dicembre 2008

DREAM ON

Solo una fessura nella porta
lascia filtrare quel poco di luce,
che rende luminescente
questa stanza buia
.



Sembra tutto così lontano,
anche l'opaco bagliore della Luna.
E' ferma,
immobile,
algida,
devastante.

La musica snocciola le sue note,
ma non riesce ad attraversare
quella luminescenza.
L'alcol scende,
ma non scalda.
Stranamente non brucia.

Steso,
impietrito,
allungo una mano.
Mi tendo,
mi inarco,
la Luna è lontana.

venerdì 19 dicembre 2008

Solo un punto


Nemmeno il suono dei miei passi giunge alle mie orecchie,
le scarpe che alzano gocce dall'asfalto bagnato.

Nemmeno la mia ombra mi riconosce,
si nasconde nella nebbia senza seguirmi.

Nemmeno il mio corpo si accorge
che la mia anima non l'ha seguito.

Nemmeno io mi accorgo,
che una lacrima mi sta incidendo il suo percorso.

Sono solo un punto nero nel buio,
solo il vento può confondermi nelle tenebre.

giovedì 18 dicembre 2008

Signorine Grandi Affari













A voi Signorine Grandi Affari e purtroppo ogni riferimento non è puramente casuale.

Paese povero,dove non tutti riescono ad arrivare a fine giornata.
Una storia di miseria,una bambina,l'ultima di sette figli.
Concepita al di là del matrimonio.Fatta rimbalzare da zio in zio perchè il padre putativo decive a 7 anni compiuti della piccola che non la vuole più in casa.Non la riconosce come figlia.
Manca l'affetto,si allontana anche quello della madre.
Esiliata dalla sua famiglia.Cresce come una schiava alle dipendenze degli zii,dove,anche se in tenera età,svolge le faccende famigliari,accudisce ai suoi cugini più piccoli.Mille altre storie del mondo,nel mondo.
A 16 anni decide di dare un taglio ai parenti ed approda nella capitale,dopo una breve sosta presso la famiglia di un'amica,girando per le strade,senza denaro,senza un tetto,senza l'assoluta voglia di tornare indietro,trova lavoro in un bar,o forse loro trovano lei.
Di nuovo schiava al piacere dei porci.Di chi frequenta questo bar.
Deve accogliere i clienti,sorridere,farsi vedere compiacente ,farli bere e quando il cliente dice andiamo!deve andare.
Sembrerebbe facile fuggire,non tornare più.Lasciare l'albergo del cliente e sparire.Ma a sedici anni,quando ogni volta che non sorridi,ogni volta che cerchi di nasconderti per non farti vedere,che non ti lasci accarezzare da mani viscide,che non accontenti le voglie dei clienti,sono botte,continue minacce di violenza,di morte.
La padrona,la signora olandese, ci sa fare,sa come svolgere i suoi affari e con che mezzi conseguire il suo profitto.Il mercato dei porci è florido,come lo sono i corpi di queste bambine,obbligate a farsi violentare.
Poi arriva un giorno, uno e alla prima uscita insieme le chiede di sposarsi.
16 anni,lui 30."No non lo voglio sposare,non lo amo"e sono ancora botte e minacce e tentativi di convincimento e visioni di illusioni in un principe azzurro mascherato.
Lo scontrino di questo scambio"io la sposo,quanto costa?"è celato agli occhi della merce.Non basta la sua sincerità verso il suo futuro sposo,la dichiarazione del non amore a farlo tentennare,rinunciare.E' uscito con lei una sera e la ama.La vuole,l'ha pagata.Un matrimonio veloce,falsificando i documenti,riappare di sfuggita la madre forse solo a chiedere la sua parte per la firma di concessione.
Si prepara tutto,visti,documenti,si cerca di tener alto il morale della bambina che va a nuova vita,che è stata fortunata.Parte verso un posto di cui aveva solo sentito il nome,che pensava di raggiungere con un viaggio breve.
L'ironia della sorte, che non è ironia ma solo dolore dell'anima, è che è nata schiava,ha continuato ad esserlo per tanti,per poi ritriovarsi ad esserlo considerata da chi ora possedeva il suo essere per diritto d'acquisto.
Ma gli anni passano,non ha più paura di nulla,delle botte,di rimanere senza soldi,di dormire per la strada e ora sta lottando per il suo affrancamento.
Libertà.

Care Signorine Grandi Affari,purtroppo quelli degli altri,non basta lo sgomento e la rabbia che produce ogni Vostra storia è ora di prendere le cesoie ed eliminare il problema alla radice,

PERCHE' LA CHIESA PER PARARSI IL CULO(SOLO IL SUO)DICE CHE LA VIOLENZA SUI MINORI è UN REATO ALLA MORALE E NON ALLA PERSONA,ALLORA VOGLIO ESSERE REO DI MORALE ANCHE IO E TAGLIARLO A TUTTI I PORCI.

mercoledì 17 dicembre 2008

Luci d'ansia



A ogni passo,
ad ogni pensiero,
ad ogni gesto,
si infiamma un moccolo di candela,
che trema tra le tenebre
quasi a disagio.

La sua fiamma brucia l'aria
e si alza in impennata
scaldando la cera che cola.

L'alone si muove
quasi ballando
e a guardarlo ti acceca.

Malinconia,
silenzio,
solo il suono dell'ossigeno che arde,
come file di anime perse
le candele marciano nel loro usuale andare.

Ammassate,
tristemente mute,
solo luce
ma nessun bagliore.

La mente esplode,
gli occhi accecati
perdono la traccia degli spettri.

Vento aiutami.
Soffio sulle fiamme
e l'ultima la tengo tra due dita,
la strozzo
e ....

Buio coccolami
nel tuo nero famigliare.
L'ansimare di un lupo,
il sottile cadere di una foglia,
la danza armoniosa delle mie ombre
uniche luci nelle tenebre.

Then you will find your servant is your master


martedì 16 dicembre 2008

Sandro

Ogni volta che lo incontravamo ci stupiva la sua diversità.
Ai nostri occhi mocciosi risaltavano i cenci che vestiva,
la lunga barba
e il suo caracollare.

Ogni volta che giocava con noi ci sentivamo importanti,
spesso raccontava di tempi lontani,
quando lui bambino correva nei prati,
a piedi scalzi nella neve.

Ogni volta che era ubriaco parlava da solo,
maledicendo il destino,
non trovando ragione in nulla.
Continuava a cantare:
In galera si va così bocca a bocca dc e pci.

Ogni volta che spariva pensavamo non tornasse più,
forse lui che voleva essere trasparente,
era una presenza che ci mancava .
Poi dopo qualche giornata lo ritrovavamo a dormire su una panchina,
a ridosso di palazzi.

Non abbiamo notato quando non è più tornato,
ma ai giochi mancava un amico,
lo sentivi nell'eco del vuoto.

lunedì 15 dicembre 2008

MI minore



Le dita scorrono,
pizzicano le corde della chitarra.
Ogni volta che la tengo tra le mani
la sento aderire al mio ventre
e il mio mento si posa sulla spalla.
Percepisco il suono,
le vibrazioni
e gli occhi si chiudono.
Quando sono solo
e lascio andare le mie dita,
la cassa riecheggia di suoni bassi e tristi.
Di melodie che son malinconie
e la mente galleggia sulle note
ed io con lei.

Come un vascello alla deriva,
con le vele issate,
ma spente dalla mancanza del vento.
Bonaccia,
solo l'odore aspro del mare,
il sale che brucia la gola.
Il ponte è deserto,
l'equipaggio scomparso.

L'arpeggio intrica il ritmo dei polpastrelli,
che seguono il pigiare di tasti.
Unico compagno rimasto di viaggio
un gabbiano,
che per l'evenienza si è messo l'abito nero
e ode mesto la musica
scuotendo il suo becco,
che fa del legno della parata
tante briciole
soffiandole all'aria.
Sono perso nel suono,
lontano dal mondo
e da ogni suo aspetto.
Chiuso in un pentagramma
dalle note dissonanti.
L'arpeggio aumenta le sue battute,
rumore di passi,
eco lontano di zoccoli.
L'onda lunga scuote il vascello
facendolo salire
e poi scendere in basso.
Ma la posizione non cambia.

Con le mani comincio a remare nell'acqua,
scelgo una direzione,
quella del MI,
la corda più grossa.
Il gabbiano nero guarda,
forse incuriosito,
i miei movimenti.
Mi senbra stia ridendo.
I miei occhi si chiudono ancora.
La musica continua.
Entra dalle orecchie,
dal naso.
Rialzo le palpebre.
Sono piantato in una secca.
Poco distante
una riva.
Scendo.
La raggiungo.
L'intensità della scala ha scelto note più alte.
Mi siedo su di uno scoglio.
Il gabbiano mi è appresso.
Seguo con lo sguardo le orme sulla rena,
le mie ,
quelle delle zampette del mio compagno.
Lo guardo.
"E tu che hai le ali non le vuoi usare?"

La risacca del mare cancella i nostri passi.
Il vento dapprima lieve
comincia a forzare.
La musica sforza in un MI minore.
E' ora di andare compagno.

Ti insegno a volare

domenica 14 dicembre 2008

Profumemoria

Un filo di magia si snoda nella stanza.
All'improvviso hai meno di cinque anni.
Sei dall'altra parte del bancone.
Sulla punta dei piedi.
Chiedi un dolce al cioccolato.
La bottega profuma di cacao e zucchero.
La memoria è fatta di profumi.
Incenso al cacao dolce....................



















venerdì 12 dicembre 2008

Tra oppio e collari

Una feluca ci accompagnò lungo il corse del fiume ai piedi delle montagne a Nord del Siam.Da li cominciò il cammino lungo sentieri,tra risaie e campi di papavero,inerpicandosi dolcemente su quelle colline.
Tutto era armonioso,la guida parlava di tanto in tanto nel suo inglese stentato che stonava leggermente nella sua giovane età,ma rendeva il tutto più naturale.
Non eravamo in tanti,decisi a farci trainare lontani un pò dalle rotte trekking ai margini de Triangolo d'Oro.

Passammo la prima notte in un villaggio,dormendo all'addiaccio in una capanna.I costumi della popolazione erano colorati,i loro visi segnati dalla polvere,i loro denti arrossati dal Betel.La curiosità dei bambini era pari alla mia.Incantati dai miei capelli biondi e io da loro,dagli elefanti,dai porcellini che raspavano nel terreno,dai visi delle fanciulle che sembravano dipinti nel cielo.
La calma regnava.Certo un mondo lontano,per origini,per tradizioni,per lingua,per costumi,per bisogni.La conferma che non avevano nulla che gli mancasse.L'elettricità inesistente,le gambe come mezzo di trasporto,l'affacendarsi di uomini e donne nel quotidiano.Coltivare i campi che spesso venivano nascosti all'occhio dell'umanità,come campi di morte,produttori di oppio.Ma quella era la loro economia,da quando erano nati.Difficile cercare di convincerli a produzioni diverse che non davano certo il guadagno di un papavero.


A mezzogiorno circa dopo una lunga camminata ci fermammo in un villaggio molto a Nord.Un villaggio Akha.Io come al solito mangiai coi bambini,divertito dalle loro risa e loro incantati dalle mie smorfie da pagliaccio.Il whiskey di riso scendeva bruciando la mia gola,producendo le risate incredibili di tutti,abituati a berlo allungato e coscienti dell'effetto che presto avrebbe devastato la mia lucidità.Nella loro magrezza e esile struttura erano attratti tutti dalle mie spalle larghe,dai capelli biondi e dal mio tatuaggio.Mi sentivo un dio e il mio ego cercava di godere per distrarre il mio cervello dall'intorpidimento dell'alcol.
Finito il pranzo,mentre sorseggiavamo un te,mi si avvicinò un ragazzo facendomi cenno di seguirlo.
I miei compagni di viaggio mi guardarono stupiti e un pò invidiosi.
Mi fece entrare in una capanna alla periferia del villagio.
Dentro una decina di uomini quasi tutti anziani e due o tre donne. che stavano preparando le pipe per fumare l'oppio.Mi fecero accomodare,ci parlavamo a gesti e sorrisi.Mi offrirono di fumare e io da buon ospite,soprattutto curioso,accettai.Uno,due,poi tre e forse quattro tiri,non ricordo.
Tutto girava,ma la mente rimaneva lucida nel suo sogno.
Una donna entrò con una giovanissima ragazza per mano.Aveva un viso stupendo,e abbassava gli occhi per la timidezza e sicuramente la soggezione.
Mi sembrava,forse era vero che tutti mi parlassero,cercando di farsi intendere,indicando la giovane che stava composta davanti a me.
Venne a recuperarmi la guida,che mi spiegò ridendo che mi veniva chiesto se volevo comprare la ragazza.L'avrei pagata a peso alla famiglia,avrei avuto con lei la sua dote.Io guardando dolcemente la giovane rifiutai nella maniera più tranquilla possibile,anche se la rabbia stava salendo.L'idea di comprare un essere umano mi preclude ogni possibilità di ragionamento tuttora.I suoi occhi erano fermi.Neri,profondi come il viaggio che mi stavo facendo sotto l'effetto dell'oppio,ma non avevano tenuto conto che io ero fuso di mio e quindi non mi sconvolgeva più di tanto la botta.Non capii mai se il suo sguardo era di supplica perchè la portassi via da quel villaggio o se di ringraziamento perchè non avevo accettato.In cuor mio ,oltre al negare la possibilità dell'acquisto di un'anima,ho sempre creduto che non ci potesse essere posto migliore di dove viveva,nel mondo,ma lontano dall'umanità.

Amen-e verità

La Chiesa è sentinella dei diritti violati. Una sentinella per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti.All'Angelus il papa proclama


«ll novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio» dice Javier Echevarria, il vescovo responsabile dell’Opus Dei

Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione mondiale dell'omosessualità proposta da diversi paesi alle Nazioni Unite.

Sia la Chiesa cattolica che quelle protestanti si sono espresse contro l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. «Non servono regole speciali, bastano quelle che ci sono»

Per la Chiesa Cattolica sodomizzare un bambino è reato "contro la morale", non contro la persona.

Basta perchè il mio stomaco ha un limite,non aggiungo altro ognuno tragga le sue conclusioni.io rispetto chi è cattolico,o che comunque crede ad una una fede,ma a chi porta in alto la chiesa confondendola con la religione e non con il mezzo che la sfrutta dico:







http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/palermo.html
http://www.caoscafe.it/archivio/arc_attualita/arc_att_crimen.htm
http://forum.alfemminile.com/forum/couple1/__f234425_couple1-Stralci-di-vita-di-dell-utri-tra-opus-dei-mafia-berlusconi-e-persino-benito-mussolini-mal.html

mercoledì 10 dicembre 2008

Ultimo round



La rabbia sale,
la sento nella mia pelle,
la vedo nel mio specchio.
la ascolto tra la gente.

Le luci quest'anno sono spente,
anche il sole non emana quel bagliore accecante.
Si sforzano sorrisi,
si fatica pure a raccontarsi:"va tutto bene."

Mi sento incatenato,
la stretta strada su cui cammino è cosparsa da petali neri,
come schegge di vetro taglienti.


Nell'attesa del tonfo,
dell' impatto col duro asfalto,
di cui in questa giornata di pioggia
annuso quasi divertito l'odore.

Un profumo amaro,
che lascia nella gola l'infiammazione
di artigli che scavano nella trachea,
sino a farla sanguinare.

I muscoli dolenti,
spossati dalla continua tensione,
ritrovano solo nell'inesistente riposo,
crampi che tendono il dolore sino allo stomaco.

Il sudore della sfida
alza vapore come nebbia,
scosso solo dal respiro affaticato,
le cicatrici orlate dal sangue raffermo,
pronto a scorrere nuovamente.

Lividi accesi,
di un viola funereo
spiccano sulla mia pelle,
a ricordarmi dei colpi giunti a segno
che mi han fatto barcollare.

Sputo siero
acido e rosso dalla mia bocca,
uno scroscio di gelida acqua mi riporta alla vita,
giro il capo sui muscoli del collo.

Gong.

Ultimo round.



martedì 9 dicembre 2008

Vomitando parole

Distruggo,
ripasso,
dove mi appoggio scasso.

Pensante,
straziante,
incomprensibile latente.

Accorto,
vibrante,
di natura reticente.

La luce mi da noia,
la voce è già un oltraggio,
vomitando la mia rabbia,
io son senzaltro peggio.

Sfuggente,
sagace,
la bocca tua ora tace.

Scavalco ogni tuo passo,
di circostanza ormai banale,
mi siedo aspetto mesto.


Cazzo è già N........



lunedì 8 dicembre 2008

caro.........



Caro Babbo Natale,
anche quest'anno, nonostante la crisi,siamo qua a chiederti i regali,i nostri sogni di bambini.Io mi sento fortunato non ho bisogno di nulla,anche perchè i doni sono per i cuccioli,per la loro favola finchè sopravvive.Forse sono qua a chiederti lo spirito natalizio,certamente se lo spirito è in bottiglia sicuramente meglio e più utile.
Ma tralasciando gli scherzi che è Natale e non Carnevalequindi non è tempo da maschere,anche se effettivamente le maschere si vestono tutto l'anno per poi spesso giungere ad indossare la peggiore proprio in questo periodo.

Non ci si vede per un anno intero,se giusto non ci si incrocia ,in quell'altra pantomina del 2 novembre,al cimitero.
Ci si infama,si bestemmia,ci si guarda con invidia,gelosia,però a Natale stiamo tutti insieme,anche se useremmo il lanciafiamme su certi parenti.
Alla ricerca di strenne assurde per compensare l'avere col dare,perchè non si ha altro.
Ma questa caro Babbo Natale è la mia visione forse mi sbaglio,forse non sono imbecilli tutti quelli che vanno in chiessa quella sera perchè lo fanno da sempre e spesso sono più i saluti l'incontro che il significato stesso.Forse mi sbaglio ma continuerò a sbagliarmi,come cazzo si fa a ricordarsi di essere buoni solo a Natale,che se non ci fosse sta cavolo di crisi economica sciuperemmo l'impossibile in palline panettoni e lucine,per riempire carrelli di cibo che finiremmo a Pasqua.E le briciole del nostro giorno di bontà ai bisognosi,questo a dir il vero indipendentemente dalla crisi o no,ma forse in questo momento si riesce a capire meglio che c'è chi sta peggio di noi.

Che nonostante ci facciamo credere che tutti quelli che vengono da fuori,sono ladri,spacciatori,assassini,stupratori,puttane,ruba mariti e comunque fancazzisti,se sono spinti qua in Italia è perchè nel loro paese non mangiano,o hanno problemi economici,politici.
E' vero tra di loro ci sono delinquenti,noi siamo gli unici a tenerceli in casa e a osannarli ed addirittura eleggerli.
Sarebbe lungo adesso stare a raccontare caso per caso le vite di tanti extra comunitari,non le trovi sui giornali,basta che parli con loro,che haio il coraggio di conoscere una cultura diversa dalla tua,perchè forse noi non faremmo mai crociate cristiani contro musulmani,ma l'incomprensione e la chiusura alla conoscenza non fa meno danni.


Va beh come al solito mi sono dilungato troppo e forse non hai tempo di leggere tutte queste cazzate.
Ti chiedo solo una cosa restituiscimi il mio cuore se ci riesci,perchè non riesco più a trovarlo so che è già in mano della morte,ma ne ho bisogno,perchè la mia rabbia senza cuore è un'esplosione di violenza,il mio amore senza cuore è una stupida commedia,la mia vita senza cuore è un inutile percorso.


domenica 7 dicembre 2008

Attesa

Il più grande errore è stato quello di cercare di ingabbiarmi,
di togliermi il respiro,
di voler prevalicare il mio volere.
Cammino lento sul filo,
solo ma me stesso.


E adesso si ripete,
cercano di braccarmi,
di ingabbiarmi ancora,
vorrebbero che non mi rialzassi.
Come vetro mi infrango,
scomponendomi in mille schegge,
che nonostante tutto fanno un unico.
Ora non urlo,
ho imparato ad urlare in silenzio,
a nascondermi nel mio buio,
a lasciare solo qualche traccia di me come esca,
lascio che siano i miei spettri a ballare alla luce del sole.
Io attendo solo il momento
che si accorgano di avere infranto il vetro sbagliato.

SSSSSSS..........le lame non tagliano il buio.