expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

sabato 6 giugno 2009

♫ Michael Nyman - The Other Side

Questi sono i mie numeri
6 6 66
Tatuati per tempo,per nascita,simboli ridicoli basta scegliere.
Ed io ho scelto,l'ho fatto da tempo,sbattendomene delle regole,imponendomi solo il rispetto per gli altri,laddove è possibile,dove riesce.

Eppure oggi tutto volava,non c'era cosa che manteneva la sua posizione vicino a me.Rabbia,dannata rabbia,uccidete me ma non toccate chi amo.E anche in questo siamo uguali,strani esserei noi.
Il corpo solcato da cicatrici,il nostro autolesionismo,quei solchi profondi che hanno una data,che spesso non è solo la nostra.
Sai assaggiare il dolore?Noi si.
E spesso lo cerchiamo,lo facciamo nostro,lo bramiamo.
E sorridi pensando a me.
Travolta dalle tue lacrime,dalla vergogna che trasuda su di un foglio senza senso.
Ti ho vista,ti ho rivista e la rabbia ha graffiato profondi tagli sulla mia pelle.

Ma sono al tuo fianco.
Sempre.
Grazie.
Tu sei la prima,lo hai voluto essere.
Lo saresti comunque.
Centro del mio mondo.
Sorso di vita in un goccio di assenzio.Vogliono sapere chi sei?
Glie lo spiegherò io.
Diranno "ecco un altro".Perchè io riesco a vedere?
perchè io riesco a capire?
perchè riusciamo a ripsondere a domande non ancora poste?
Perchè c'è gia un' orma sl prossimo nostro passo?


E continuo a solcare il tuo corpo con le dita.Lentamente le passo sulle tue cicatrici.
Sui tuoi seni,


dentro di te.
respirando il tuo sospiro.
Le passo tra le nostre labbra.
Sorrido ai tuoi occhi.
Ti avvolgo nelle mie carezze,
lasciamo che la rabbia evapori nell'abbraccio.
Sappiamo come siamo.
Ci amiamo per quello.

Dico: "non sai quanto ti voglio"
Dici:"non sai quanto"
Lo sappiamo,ma tacciamo per non fare rumore.

venerdì 5 giugno 2009

Mina - Io camminerò

OREEEEEEEEEN!tI DEVO PRENDERE PER LE ORECCHIE E FERMARTI?
Lo sai che adesso siamo fusi insieme ese ti muovi mi muovo anche io e se divaghi pure io lo faccio e se ami,non siamo rivali,ma amiamo la stessa persona.

E' notte o comunque sta arrivando,sorpresa aspettatta in riva al mare,mentre la sabbia scende dalle mani eccola sulla battigia la sua consistenza ergendo castelli in aria.
Ti avvicini piano.
Un bacio.
Tutto si perde.
Ragionamenti,pensieri,parole,scorrono nel tempo,nel momento,nei tuoi occhi,nei miei.
Siamo io e te,Soli.Davanti solo il mare.
Quello che non avevi mai visto,quelllo che si perde nelle parole,nella voglia di rimanere abbracciati,nel desiderio di fare l'amore,nella coscienza che non ci siamo mai staccati.
Siamo insieme.
Tu ed io.
Ed è trascorso del tempo e tutto cambia.
Tutto si muove,s'accende.
Ma noi siamo qui.
E cascate d’amore noi
le nebbie del passato non ci inquineranno mai
a quest’ora ti sento mia
l’avrai di già lasciato con disprezzo e poesia.





Un istante,un momento,un giorno,un'ora,un secondo.per tutto quello che siamo capaci di essere insieme.Poi quello che viene,bene.
Sei incantata a sentirmi parlare,ti perdi in me,mi perdo in te.

Un abbraccio,in un mondo nuovo,che non ha confini,in quello che la mente umana rimane ferma senza riuscire ad andare oltre.
Fermi.
con la moto parcheggiata poco lontana.
Tu hai le chiavi,io posso entrare.

Difficile non parlare,ancora più difficile fermare le mie parole,eppura l'onda si alterna costante,riflette la luce lungo i mattoni di un sottile molo proteso al mare.Liberi,per un istante liberi.Vorrei sposarti per un'ora,in quell'istante che dura una vita,in cui si racoglie tutto quello che noi siamo,dove l'essenza si mischia a quella stesa di silicio ai nostri piedi,dove le mie mani colgono il calore della tua pelle,dove il mio corpo la brama,dove sospesa nel castello in aria rimane la consistenza di ciò che è ...por siempre.

E questa è la magia,il significato di un istante,in cui sei mia,in cui sono tuo e ora i miei perchè escono disinvolti a precedere i nostri pensieri, a farli girare.Che magia vedere riflessa nel mare l'immagine della luna che si nasconde,che non vuol disturbare quell'incontro tanto voluto,tanto anelato,di cui abbiamo bisogno.
Due colpi all'asta e la moto riparte.
Bianchi zingari i passi tuoi
nell’anima il silenzio da quanto tempo hai
io d’amore ti vestirò
ma non dovrai tremare dove io ti porterò.

Come sempre
un passo avanti,uno indietro,fianco a fianco,
un abbraccio da fratelli,uno dentro l'altro da amanti.

Sciogli i dubbi e i capelli tuoi
perché sei così bella se non sai quello che vuoi
io d’amore ti vestirò
ma non mi domandare dove ti porterò.

Non me lo chiedi,ti piace sentirmi parlare,sai che i tuoi sogni possono essere i miei,
perchè entrambi amiamo il bene dell'altro.
Io camminerò, tu mi seguirai
angeli braccati noi ci sarà un cielo

Angeli braccati,angeli sbagliati Noi.
Eppure ti vedo sorridere nuda davanti a ciò che riga la vergogna,ci adoriamo così,
così è se vi pare
e a noi pare.
Trattengo il respiro per non finire la strofa,
ma tu lo sai ed anche io.Folle ed innamorato Oren.

mercoledì 3 giugno 2009

-Che girone è questo Oren?-


-Non lo so amore mio-
Pensavamo di averli visitati tutti,che non ci fosse scappato nulla,me lo hai detto tu una mattina in riva al mare,non a caso,come sempre,perchè le sensazioni viaggiano più veloci dei pensieri e delle sue possibili evoluzioni.Perchè la nostra dannazione è avanti,ha già fatto il giro dei gironi ed è tatuata nella nostra anima,è nostra e tu non puoi restituire la tua e non vuoi restituire la mia.Io manco ci penso di rendere ciò che mi sostiene.


E allora vieni,risaliamo sulla moto,il viaggio offre sfacettature di cui non avevamo tenuto conto e non saranno gironi dell'inferno,no quello lo conosciamo è nostro.Quante anime che vorrebbero seguire i nostri passi,anime vergini.Come fanno ad avere risposte a domande che non ci siamo mai posti?
Come fanno a guardare lo Stige che riflette nel nero il suo sangue,adorarlo senza sapere a cosa porta immergersi in esso?
Il fiume porta e scorre nel suo corso infernale,ma riusciranno a capire che amare è soffrire?
Che ogni goccia non è che dolore,che si posa con ali nere sui davanzali del cuore,che anche un demone ha un'anima e giocare con essa produce profonde striature?

Guarda amore laggiù tra le vie si muove il nostro angelo,che ha dato al dolore un'essenza migliore,sa che ci siamo,lasciamola volare.

martedì 2 giugno 2009



Mi concedo questi spiragli di mondo diurno,
lasciandomi accarezzare dal sole
che asciuga la pioggia,
da questi mischiati profumi,
che a volte si accostano,
altre cozzano in questa luce.
Mi lascio trasportare dal movimento del vento
seguendo l'ombra di alberi dalla chioma nascente,
evitando le strade,
evitando la gente.
Il mio cammino è diretto,
le spalle sbattono nella mia distrazione,
mi chiedo cosa ci faccio in mezzo tutti questi visi
che strappano sorrisi alla vita,
pesanti della loro oppressione.
File di auto scorrono verso il giaciglio del sole
e ancora file di persone che cercano il turno per toccare il mare.
Una parola,
un sorriso,
lo sguardo atterrito sulle mie braccia,
sulle righe dei tagli,
che segnano ciò che non riesco mai a lasciare a casa,
nemmeno per un giorno.

I miei piedi scalzi calpestano prima l'asfalto,
si colorano del suo nero,
per ritrovare freschezza nell'erba bagnata,
nel piegare le spine che tentano invano
di forarmi le dita.
Guardo distante
la fila di gente
che ora spogliata dai propi vestiti,
calpesta la linea di mare,
mi perdo nel parallelo orizzonte
abbandonando il vocio,
andando oltre.
Dove riesco a sentire la voce del vento,
dove l'onda dolcemente si appoggia sull'acqua,
sotto questo naturale ombrellone che lascia cadere gocce di resina,
mentre file di processionarie
mimano ciò che si apre ai miei occhi.
Basterebbe solo un passo,
la voglia di farlo,
il vestirmi della mia parte migliore,
un sorriso
e il mio sociale sarebbe in mezzo a quella gente.
Ma sono qua sull'orlo del mondo
tra vetri rotti e profumo di mare
solo un istante
voglio volare,
non stendermi al sole.



lunedì 1 giugno 2009

Mentre le dita scorrono i tasti della tastiera in un lento picchiettare l'armonia sulle corde sotto il coperchio di legno,sento le tue mani sulla mia schiena,salirmi sul collo e premere.
Stringere forte i nervi e scendere sulle mie braccia,mentre il tuo ventre si appoggia al mio capo e lo culla come su un bollente cuscino.
Arriva alle mie nari l'odore intenso di desiderio e ora tremo sui tasti bianchi,per cadere su quelli neri.


Vedo le tue gambe salire sopra al piano,allungo una mano per sfiorarti le natiche.
Sfuggono e si posano sul legno.
Si aprono ai mie occhi, tra gli spartiti,le tue calde cosce e il mio sguardo si perde in loro,tra le tue umide pieghe di desiderio che colgo tirandole tra le dita,mentre la mia bocca divora i tuoi polpacci
.



Tento di allungarmi,ma il tuo piede mi tiene schiacciato sulla panca e le tue mani si muovono sapienti sulle tue labbra,forzando l'attrazzione.
Le vedo scomparire per poi tornare madide di te.
Le avvicini al mio capo,sfiorandomi col loro profumo.
Intenso.
Ancora provo ad alzarmi.
Ma il tuo piede preme elo lasci scivolare sul mio desiderio,accarezzandolo,giocandoci.
Mentre mostri ogni tuo nascondiglio che trema al palpitare della voglia crescente.

Mi sento avvolto dalla tua pelle e ora la mia mano stringe forte ciò che tu desideri
e lentamente attenui la pressione,invitandomi ate.
Ma ora sei tu che devi soffrire nell'attesa,aprendo la bocca ad ogni colpo che sogni dentro di te,sentendo ora le corde sotto vibrare sulle tue natiche.
Mi alzo.
Salgo su una scala di tasti ,suono disconnesso di passi su di te.

Mi sposti,
Mi afferri.
Le labbra si toccano.
Si contorcono in ciò che desideriamo,scende sui nostri colli.
Mi guidi.
E con le unghie nella mia schiena,
mi hai.

E i ricordi accavallano l'ansia,la deprimono e la alzano come a invocare la pioggia che la possa liberare.Tradotta in sottili gocce che invadono il mio corpo come in monosillabi che rompono un silenzio che ha sempre parole e che porta alle mie orecchie la tua voce e con lei il flebile respiro di un desiderio di pace.



E la vedo vagare verso un sentiero che conosco,su delle rotaie che ho già visto percorrere e che non intendo guardare da fermo e lasciare passare quel treno che porta lontano,anche se rimane dentro al mio cuore.
E sorrido ascoltando il vento che suona dolci parole da un Angelo meraviglioso,con una valigia di cartone,pronto a rincorrere anche sino all'Africa più profonda in aiuto di una possibile caduta senza ritorno.
Perchè non sempre la pioggia nasconde lacrime ,che permettono di andare a testa alta,a volte le accompagnano tenendoci per mano,come un'ode alla vita,a quella che noi amiamo anche nel buio profondo del nostro nero.
Suonano note che noi conosciamo e che anche se lasciamo rimbalzare in pareti di un baratro che non ha fondo su cuischiantarsi,perchè il nulla non ha ne capo ne coda,non ha niente,non ha clamori,non ha urla,non ha artigli ne carezze.

Ma dalla tua pelle sale quel profumo che mi lega,come mai è stato.
Riduce la mia ingestibilità ad un piccolo eco di gocce di pioggia ticchettanti su un assito dove ti ritrovo,anche se guardando altrove,con le spalle appoggiate alle mie.

E il bisogno è costante,la mancanza si traduce nel nostro sguardo,che si perde nel tempo,nello spazio ,nel non riuscire più a dissimulare il pensiero .
Sono in te,sei in me.