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PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

martedì 19 maggio 2009

INDISSOLUBILI

Consapevoli di come siamo,
di ciò che proviamo,
di ciò che vogliamo,
sempre nel rispetto
del confine del prossimo,
a prescindere da tutto.

Consapevoli dei nostri desideri,
della propensione al dolore,
che basta un pensiero ed è voglia di fare l'amore,
dannatamente forte
il legame rimane,
al di là del pensiero,
al di là di schemi che non ci siamo mai posti
e mai lo faremo.

Libertà,
quale immane parola
da esaltare al mondo,
dal riuscire a viverla dentro noi stessi.
Senza catene,
senza lame se non per giocare,
entrambe bagnati dentro a quei fiumi di sangue,
che solo l'inferno sa dare.


Calchiamo le strade che allungando una mano al dolore,
per poi gustarlo con la lingua sulle dita,
droga di vita.
Tortuose strade che portano alla ricerca del piacere,
"sempre contromano",
sempre sulla stessa sponda,
sempre sulla stessa linea,
sempre nella stessa direzione,
sempre in te,
sempre in me.
"Non saprei a chi altro chiederlo,che mi comprendesse"

Nonostante gli attacchi di angeli in guerra,
nonostante gli eventi,
dentro al cuore rimane quella carezza dell'anima
che ha tatuato il mio amore
e così rimaniamo per sempre


Che poi Oren non sarebbe così criptico se non ci fosse chi rompe i coglioni,ma purtroppo c'è.C'è chi non riesce a vedere,chi vede troppo,chi non capisce di essere salito sul tram della vita troppo tardi e non ci ha capito nulla, chi si rode il fegato capendo di non essere all'altezza.Va beh Oren è pure stronzo,se stronzo vuol dire non riuscire a trattenere ciò che si pensa,a non cercare intrighi e raggiri,ma a caderci come un fesso.
Comunque non volevo parlare di questo,ma l'ho fatto.


Dunque criptiamo.






E ritorniamo in un sogno,
nel tormento dell'andare e venire,

in quell'istante di essere insieme,
che tutto sconvolge e rende massimo il tormento,
nel sapere di essere compresi,
totalmente,
nel trattenere il desideri a fatica,
per poi lasciarlo sfociare.


E mentre i nostri corpi danzano insieme,
seguendo la nostra anima nel corpo,
percorrendo quei segreti svelati
al tocco di lingue assetate,
mentre i denti mangiano il collo
e il suono di ciò che vedi per la prima volta
senza la luce ci culla.

Una domanda,di cui sai la risposta.
Si e nel mio poterti comprendere,
nel non vergognarti,
nel farti sentire te stessa
e farti dire la parola io.

Si il mio amore è anche questo,
l'osservarti volare,
sorridendoti con una lacrima
che riga il mio viso,
il sapere che mi porti sempre con te,
il sentirti sempre con me.

A volte due passi avanti,
a volte due passi indietro,
ma sempre spalla a spalla,
uno dentro l'altro.

lunedì 18 maggio 2009

Non basterebbero parole a descrivere le sensazioni,
mentre ai miei lati scorrono alberi
e il capo è piegato sul manubrio

e seguo i contorni per la strada di casa,
mentre l'odore del mio bosco attira la mia anima
e sulla mano ho ancora una piacevo
le stretta
e sulle labbra un tenero bacio.
Mille domande.

Ancora mille perchè,
che non hanno risposta,

Vibrano tra le foglie croccanti di un'esplosione di vita,
tra la crescita senza sosta del corso della natura,
tra gli artigli di demoni che ora scansano la loro presa,
quasi impauriti dalla mia decisa corsa.
Per cosa?
Per cercare in un fondo di cascata quello che non può tornare
e scoprire che il segnare di cellule ha già ricoperto,
non per nascondere,
ma per dare vita alla morte.
E allora tutto si placa

e senti la mancanza di chi è vivo,
di chi fa battere il mio cuore
e ti rendi conto di che sottile filo separa
gli opposti,
l'odio e l'amore,
il bene e il male,

la vita e la morte.
E giungono come un canto dolci parole,
sorrisi di "belledonne" schiuse alla luna
tra suoni di cortecce crescenti.
E allora mi inginocchio ai piedi di un tronco,
per assaporarne la linfa

e capire che in quel sottile filo
che separa l'essere dal non più
dentro al cuore
rimane.
E allora lascio che i demoni affon
dino le loro lame
e sorrido al loro tentare
di rapirmi l'anima
che non potranno più avere.
E ora mi lascio abbracciare,
bramando il frutto d'amore,
rossi petali di rose di un maggio in fiore.

E mentre il lupo canta alla luna,la luna canta al lupo
eterno amore.


sabato 16 maggio 2009

Irrestituibile anche potendo



E' possibile non riuscire mai a staccare?Anche quando sarebbe giusto,anche quando si dovrebbe?
Devo rispondere?
Si è possibile.
Sentirsi parte di te,
sentirti parte di me.
in ogni istante,
in ogni momento a crescere.



Sempre al tuo fianco,
anche se ci manchiamo,
ma sappiamo che ci siamo.

Anche quando la pioggia ha il sapore un pò amaro,
quando le sensazioni viaggiano in parallelo,
quando il cuore fa un pò male,
ma è per amore.
Quello che altri non posson capire
o non voglion vedere
e ci guardan lontani danzare sulla stessa sponda.

Basta un tocco,
una parola,
un silenzio,
un piccolo suono
e scopriamo di parlare la stessa lingua.

E sono dolci le carezze che mi lasci,
nella paura di farmi soffrire,
come bende immerse in oli profumati
che leniscono la fragile frattura di un'ala di farfalla,
senza togliergli il colore,
lasciandola volare su i petali neri della nostra anima,
accarezzando le nostre sensazioni
e la consapevolezza di come siamo
e come agiremo.
E lasciare un sorriso alla luna
che non ha voluto disturbare l'abbandono e tapparsi le orecchie per non ascoltare
il mio non staccare.
Per ritrovare nel buio le nostre orme e volerle calzare.
Irrestituibile anche potendo.

venerdì 15 maggio 2009

E Oren si fonde con Nero e rimane sospeso nell'aria a continuare il suo volo.


E mi fondo con te,cullati dal vento,cullati dal dolce suono di ciò che è Meraviglioso,di ciò che non avevi mai vissuto.Poche luci a segnar il passo della strada all'orrizzonte.Parole,tu conosci me,io conosco te,comprensione di come siamo.E le parole escono ancora simultaneamente dalla nostra bocca.
Abbracciati,con la voglia di fare l'amore,sottile tortura .
Ma quanto passione si nasconde dentro ai nostri desideri.
La pelle profuma di noi.

E rimane nelle nostre parole,nei nostri puntini,in quel bisogno di pace,di sentirsi a casa.

Cynderella è arrivato il momento.Ma tu non lasci una scarpetta,rimani completamente in me,per sempre.

E il risveglio riassume i colori della notte per dare ai nostri cuori il tocco dell'essenza che non ha bisogno di parole.
"Yo estoy aqui burracho y loco.........poi mi manchi come l'aria"

Sono vento e sempre così sarà
Yo t'amarè,t'amarè po siempre

giovedì 14 maggio 2009

Era tanto che non entravo in quella casa.
Vuota da qualche anno,senza la presenza dei suoi propietari ora lontani.
Impossibile non farsi assalire dai ricordi che accarezzano quella polvere che segna il tempo sui mobili,lasciati in solitudine.
Poteva anche essere tutto cambiato,invece è rimasto tutto come allora.La poltrona su cui si sedeva Tom,il divano su cui mi accovacciavo a Geltrude.Già buffo,Tommaso e Geltrude,Tom e Jerry come li ho sempre chiamati.
E io il loro figlio quasi adottivo,quello che non hanno mai avuto,raccolto dalla strada,protetto dal segreto.
E là la mia stanza,quella in cui sono raccolti tutti i miei ricordi celati,
attrezzatura,fotografie,qualche vestito che ora non mi veste più.
Mi mancano,avrei bisogno di loro,custodi del mio passato,delle mie follie,del mio amore per la nipote.E li nella stanza quel letto,su cui si è consumata una vita,mai stata.Una possibiità,una scelta non mia,una porta chiusa da tempo.



E qui in un cassetto,tra le pagine di un libro,l'unica sua foto che rimane a testimonianza di lei.Di Mona.
La foto sfuocata riluce nel cuore


Un istante a pensare che ora è solo una foto,
che anche se era lontana riuscivo a tracciare i contorni del suo corpo.
Ora è lei che dall'inferno traccia i miei.
La ripongo nel cassetto,dentro al libro,"Centanni di solitudine".

Aguzzo la mente,scaccio i ricordi o meglio mantengo il percorso che mi ha portato fin qua.Pensavo fosse nel cassetto,un sacchetto di stoffa.In effetti c'è,immutato nel tempo,protetto dalla povere,ha preservato pure l'odore di incenso.
Slego le corde che lo chiudono ed afferro il contenuto.
Lo tengo stretto tra le mie mani,lucido,opaliscente,simbolo del sogno di una vita.
Ambra del Baltico.
Eall'interno tre piccoli cerchietti neri.
La mia visione la a Skaegen.
Lo comprai con Mona in un mercatino di Aeroskoebing.
Un pendente o meglio un dente.
Non lo ha mai voluto.
Ha sempre sostenuto di non essere la protagonista della mia visione.
Io l'ho creduto per tanto,travolto dall'eterno amore che ci legava.

Eppure sono qua,
a tenerlo stretto tra lemie mani,
a sentirne il calore.
Quando ci sentimmo per l'ultima volta al telefono,tra i vari discorsi e racconti,mi disse che non mi aveva mai sentito parlare d'amore come lo facevo in quel momento.
E non era per lei.
Mi disse che a lei non era mai appartenuto quel simbolo,che dovevo darlo a chi era giusto lo avese.
Unica testimone per ora della completezza della mia visione.

E ora esco da quella casa.
Un ricordo ancora di qundo sbattei la porta alla vita ,che mai fu, senza girarmi indietro.
Il sacchetto è tra le mie mani.
Simbolo di un amore eterno,al di là di ogni evenienza,di ogni circostanza,
della dannazione che ci lega.
E' tuo.
Perchè ti amerò per sempre.