e anche solo toccare ciò che bramano,
Sospiri,
silenziose voci pronunciano parole di maledizione verso l'ignoto,
verso ciò ,
che pensano di conoscere,
verso chi non hanno mai conosciuto.
Cadono infilzandosi sugli artigli che crepano l'acqua,
sulle lame che tagliano l'aria,
scivolando sul catrame lucente,
immaginando piume di angeli,
che non mi appartengono.
Bocche affamate nascoste dall'ombra della porta,
mimano i gemiti,
sussultano ai colpi,
aggrappando le loro unghie incarnite
a quegli specchi che amano guardare,
su cui celano parole riguardanti un rispetto che fanno solo loro,
che si affoga nelle lacrime di un passato sbiadito,
vissuto solo all'ombra di se stessi,
quell'ombra che non sanno avvolgere,
quell'ombra che fugge ai sepolcri,
perchè sperare è un verbo statico,
pieno di se e di ma.
E il muro che cela la porta trema,
si spinge per avere
e poi si ritira col capo chino.
E il mio sguardo si posa portando con se
il volo tremante di petali neri sul tuo viso,
che finalmente sereno accoglie la mia carezza di velluto rosso
e crolliamo.
La mattina mi sveglia invitandomi ad entrare,
una sfida,
forse veramente un invito,
dalla tesa nera si allunga una mano che ferma il mio braccio,
si rizza la spina dorsale di cocci di vetro.
"Non ancora!"
Parole ,giudizi,condanne di morte,
roghi e pianti di falsità balenano nella mia testa.
Un istante,
un momento.
Apro gli occhi e spengo la luce.
Melodiose Maledizioni Incombenti.
RispondiEliminaSono Musica per Noi.
Uniti e Mai più divisi le possiamo perfino ... Intonare.
L'Istinto Tuo ha sempre fatto da Padrone.
Non lasciare che Smetta.
Non Ti ha mai condotto al Punto di NON Ritorno.
Il Tempo per Valicare non Fugge
Ti Attende.
Come il Viso mio le Tue mani ...
La mia Vita Attendeva la sua Ragione ...
E Sei giunto.
Occhi che sanno vedere
anche senza Luce
anche con troppa Luce.
Allungo la mano ... e Ci Sei!