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PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

sabato 10 maggio 2014

Che dire?



Che dire?
quando ogni momento, ogni gesto, ogni singolo pensiero parla in silenzio.
Quando la necessità prevalica "il centro gravitazionale" rigando ogni cellula.
Che dire?
Quando la fame possiamo solo placarla,
quando le foglie riescono a flottare nel vento,
accarrezzando le spine 
e fare della calma il silenzio.

domenica 4 maggio 2014

Alice e Pablo




Traccio il contorno del tuo corpo nell'aria delle stanze dove hai fatto pulizia.

Lascio che le tue paure si sciolgano lentamente nel tuo sapore e ti facciano dire "ancora"

Ed è bello sentire che ci sei e che stai tremando.

martedì 29 aprile 2014

TINTIR






Nel tempo ho portato immagini e sensazioni nelle emozioni notturne del mio bosco. C'è chi sentendone parlare avrebbe avuto il desiderio di entrarci, chi sarebbe voluto essere invitato, chi si specchiava sull'acqua della cascatella.





Non c'è un albero che non sia mio,la notte e le ombre rilasciano quelle emozioni che hanno bisogno di essere assorbite e assorbono ciò che io rilascio, uno scambio senza domande, senza pretese, senza parole.
E potrebbe essere questo albero o quello laggiù , dove occhi lucidi guardano tremanti verso me e fuggono in un frusciare di rami. Potrebbe essere quello che raccoglie il gocciolare della notte, sinceramente non lo ricordo, essenzialmente non ha importanza.



Al mio chiudere ogni spiraglio, dentro questo marasma di pensieri, di lame che trafiggono la luce , rigano la mente in continuo fermento , che scivola tra le pieghe di parole che hanno il sapore di carne, si contrappone il mio aprirsi tra questi tronchi , consapevoli della mia presenza, ignari del loro scopo, condividendo il mio istinto.

E mi ritrovo, senza rendermene conto, senza che mi sia stato chiesto, a portare qualcuno con me, dentro questo bosco.
Qualcuno che ha fatto pulizia tra le ragnatele penzolanti , tra il tremare di elitre  ronzanti e l'ha fatto senza pesare, sfiorando la sua sensibilità alla mia senza fare rumore.
Ha varcato ogni non spiraglio , ha navigato sulle onde del nero e adesso è dentro di me.
Per una volta,non devo battere banco.

Camminando su questi petali ,gettati dal vento posso sentire le foglie ridere sotto i miei passi.
Non batto banco,però ti porterò al mare.
Dove l'onda si tuffa libera nell'orizzonte, ma sempre ritorna.


giovedì 27 marzo 2014

5 minuti di Nero


O-   Il richiamo del bosco non se ne è mai andato, si è specchiato per un tempo sull'onda lunga dell'oceano, dove tornerà a gettarsi.

Mi manca "Pippi" e la sua spensieratezza, le sue sfide tra gli alberi, il ruggito di rabbia del suo motore.
Mi addentro tra i suoni del buio della notte tra le bracce accoglienti di questo bosco, la necessità di spogliarsi, anche se fa freddo è molto forte, di togliersi le scarpe, di camminare scalzi sopra le foglie e i rami caduti.
Qui non ci sono le mie cascatelle, ma non mi servono quelle per lasciare che Nero salga per pigliare un pò d'aria, sepellito dalla mia volontà in un non tempo.

N-  Mi siedo sotto questo albero il cui tronco è abbastanza largo da abbracciare le mie spalle, mentre la pioggia continua implacabile , anche se lenta, a cadere sulle foglie schiacciate sul manto del bosco. 
Movimenti, scatti mprovvisi, spezzano il canto silenzioso, il ritmare di gocce, il contorcersi di corpi di lombrichi.
Le punte delle foglie si innalzano ai guizzi della pioggia, lasciando trasparire per un solo istante tutti quei richiami di anime che posso sentire tra le mie mani.
Tracce di mille scuse, motivazioni fugaci, incespicare nei passi per stare al mio passo, alla ricerca di un sentiero, che non è segnato, improvvisa passaggi tra i rami lasciando questi spazi bui , dall'incertissimo futuro, che solo la presunzione può prevedere,
che solo l'istinto può anticipare.
L'odore della natura bagnata è forte, prende colore tra le non ombre di una notte senza luna, coperta dalle nubi grigiastre.
Al di la dei tronchi, la cui distanza è falsata da questa atmosfera surreale, vele salpano verso orizzonti ......ancora immagini di fantasie rimaste ancorate al porto, che ho navigato in solitaria, scrollando la salsedine dalle mie spalle.
C'è chi è nato per vedere i castelli di sabbia sgretolati dal vento,spazzati via dlla risacca del mare.
C'è chi è nato per continuarli a costruire, ininterottamente, come il rimontare carte su una piramide, senza preoccuparsi della possibile caduta proiettata nel futuro.

Alzando gli occhi , lasciando che la pioggia li punga, posso stringere le mie mani.
Pochi, nonostante ne siano attratti, hanno il coraggio di conoscere la profondità dell'essenza di quello che chiamano il Niente.
Gli stessi che non distinguerebbero il passo leggero e veloce di un ratto e il cantare di una civetta , nel suono battente di questa pioggia silenziosa.






O-  E' ora di rimettere il coperchio a questo cunicolo scavato nel terreno dove Nero riposa.Siamo pronti a ripartire,ma a lui la pioggia lascia marche sulla pelle.
A me scivola addosso.

venerdì 14 marzo 2014



A volte è l'odore, che riesce a farmi girare gli occhi alla ricerca di qualcosa che è dentro di me, stampata in me e so che non se ne può andare.




A veces es el olor, que puede hacer que mis ojos miren en busca de algo que está dentro de mí,  marcado en mi y sé que no puede irse.

Altre volte il sapore, lo rincorro sulle mie labbra, sulla mia pelle,chiudo gli occhi al buio per annullare ogni spiraglio e contorno con le dita il tuo corpo, sentendomi tagliare l'anima.


Otras veces, el sabor, corro tras él en mis labios, en mi piel, cierro mi ojos en la oscuridad para cancelar todas las grietas y  contorno  su cuerpo con los dedos, sensación de cortar el alma.


Ci sono volte in cui basta un semplice gocciolare, il solcare l'aria di elitre, un raggio tagliente di luce alla mattina che attraversa la finestra per risvegliare quel tormento, quando i  nostri corpi si modellavano e la carne tremava , il respiro soffiava spazzando la necessità di prendersi, di sbranarsi, di serrare nelle nostre mani quel filo invisibile ,che guidava le nostre lingue sulle pieghe e il tremito esplorava pretendendo.
Ê strano questo intercalare del tempo dove il passato continua nel presente, nel silenzio non detto delle sensazioni.
Così come il mio corpo nudo che rimaneva steso tra le lenzuola umide stampato sul tuo odore ......


Hay momentos en que sólo hay un sencillo goteo, surcar el aire de los élitros, un fuerte rayo de luz que pasa a través de la ventana por la mañana para despertar el tormento, cuando nuestros cuerpos se modelan y la carne temblava, el aliento soplava barriendo la necesidad de tomarse, de devorarse, de cerrar en nuestras manos el hilo invisible que impulsó nuestra lengua en los pliegues y el temblor explorava exigente.
Es raro eso intercalar del tiempo en el que el pasado sigue  en el presente, en el silencio  no expresados de los sientimentos​​. 
Así como mi cuerpo desnudo quedó tumbado entre las sábanas húmedas impresa de tu olor ......



Ancora ascolto il suono rimbombante dei tuoi tacchi sul ciotolato, che entrava dalla finestra rimbombante per la via, mentre andavi a lavorare sorridendo.


Escucho todavia el sonido en pleno auge de tu tacones sobre  el empedrado, haciendo eco a través de la ventana de la calle, mientras que ibas  a trabajar sonriendo.




)

mercoledì 26 febbraio 2014

Dimmi qualcosa che non so !


Finchè rimarrai a farti avvolgere dall'assoluta convenienza nella quale sei stato educato e ne aprofitterai a tuo vantaggio e vestirai le menzogne di cui io non sono parte anche se sono l'accusato, non ti rimarranno che di me solo i contorni a cui vuoi somigliare,
stampati come una sacra sindone ,che di sacro non ha nulla.
Nella confusione in cui  io ti ho lasciato, scegliendo di appoggiarti nel limbo del non dubbio su chi fosse l'uomo nero, aspirando all'irriverenza senza l'ammissione di colpa, a quella santificazione che ti è stata mostrata, nascondendo una parte come se non fosse mai vissuta, come se io sia stato l'artefice di me stesso e dell'altra parte.




Assumerai un volto cercando di riempire un vuoto , che ancora non comprendi, che non vuoi essere capace di ascoltare. Purtroppo hai assorbito la pretesa che sia tutto dovuto e non ci sia un contrappasso ad ogni scelta, ad ogni azione e quando si scivola c'è sempre qualcuno che ti fa lo sgambetto, che si perde tra la nebbia del falso opportunismo, che non è quello di godere di tutto cio che si puo cogliendo i meriti e scaricando le colpe, è quello di crearsi le opportunità.
Ma questo non potrai saperlo, perchè continui a guardare attraverso un vuoto che non vuoi mettere a fuoco, annaspando su te stesso, con la scusa dell'età e della merda di pensiero comune che il carattere si forma col tempo, quando in realtà puoi modificarlo, nasconderlo, sopirlo, ma quello che già hai è quello che ti accompagnerà fino alla fine e negarsi è quello che crea le depressioni sorridenti di false stime.

Allora rischierai anche tu di riempire quel vuoto, con quello che ci vorresti vedere, scansando le parole che hai già ascoltato e che hai sotterrato dove speri di non ritrovarle, lo riempirai con quello che avresti voluto che fosse. 
Che fosse per te.
 Portando avanti l'umano egoismo presente in tutti  noi e non ammettendo quello degli altri. Continuerai a nascondere le colpe dietro l'uomo nero e godere delle lodi innalzandoti sulla punta dei piedi, per sentirti più in alto, continuando a farti rimpiangere e compatire.
Avrai la pelle rigata da segni a cui hai voluto cedere, scansando le cicatrici , che mai hanno avuto la pretesa di essere il giusto, ma se non le assaggi non ne conosci il sapore. 



Dimmi qualcosa che non so!

Allora potrai riempire quel vuoto con te stesso.

A me è successo e non voglio smettere

mercoledì 29 gennaio 2014

Spietato


E il silenzio ritorna a prendere forma, così come il buio la sua melodia.
Indosso i vestiti ,che avete confezionato per me, sorridendo di sfida , snocciolando i bottoni tre le mie dita, come schiocchi di frusta, che dominano i miei demoni.
Mi calzano a pennello.
Seguo i mie passi sulla mia non ombra.
Non verrete soddisfatti dal saperne il loro peso e non vi avvicinate per provarlo.
Nero dipingeva la pelle seguendo i contorni dell'anima.
Io la graffio.

Non vi siete accorti che sono nudo, cosi chiusi nel suono del disco, che segue emettendo una musica, che siete pronti a produrre, ma non siete capaci ad ascoltare.
Nello stesso momento, che vi sentite forti e provate a fiorare il mio banco per batterlo, avete già perso.
Vi nutrite di quelle briciole, che avevo voglia di spargere nel passato, le usate da arma annaspando nel vostro non essere.
Sarà piacevole lasciarvi credere di avere vinto.
Guardarvi aprire la scatola del premio, che troverete vuota e le briciole, che avete assaggiato non saranno neanche un ricordo.
Nemmeno saprete ascoltare lo stridio degli angoli della mia bocca che ghignano, il mio allontanarmi spietato,
su questa scia di nero veleno di cui mi avete vestito.
Non ho tempo per farvi guarire.
Ho di meglio da fare.