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PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

mercoledì 26 febbraio 2014

Dimmi qualcosa che non so !


Finchè rimarrai a farti avvolgere dall'assoluta convenienza nella quale sei stato educato e ne aprofitterai a tuo vantaggio e vestirai le menzogne di cui io non sono parte anche se sono l'accusato, non ti rimarranno che di me solo i contorni a cui vuoi somigliare,
stampati come una sacra sindone ,che di sacro non ha nulla.
Nella confusione in cui  io ti ho lasciato, scegliendo di appoggiarti nel limbo del non dubbio su chi fosse l'uomo nero, aspirando all'irriverenza senza l'ammissione di colpa, a quella santificazione che ti è stata mostrata, nascondendo una parte come se non fosse mai vissuta, come se io sia stato l'artefice di me stesso e dell'altra parte.




Assumerai un volto cercando di riempire un vuoto , che ancora non comprendi, che non vuoi essere capace di ascoltare. Purtroppo hai assorbito la pretesa che sia tutto dovuto e non ci sia un contrappasso ad ogni scelta, ad ogni azione e quando si scivola c'è sempre qualcuno che ti fa lo sgambetto, che si perde tra la nebbia del falso opportunismo, che non è quello di godere di tutto cio che si puo cogliendo i meriti e scaricando le colpe, è quello di crearsi le opportunità.
Ma questo non potrai saperlo, perchè continui a guardare attraverso un vuoto che non vuoi mettere a fuoco, annaspando su te stesso, con la scusa dell'età e della merda di pensiero comune che il carattere si forma col tempo, quando in realtà puoi modificarlo, nasconderlo, sopirlo, ma quello che già hai è quello che ti accompagnerà fino alla fine e negarsi è quello che crea le depressioni sorridenti di false stime.

Allora rischierai anche tu di riempire quel vuoto, con quello che ci vorresti vedere, scansando le parole che hai già ascoltato e che hai sotterrato dove speri di non ritrovarle, lo riempirai con quello che avresti voluto che fosse. 
Che fosse per te.
 Portando avanti l'umano egoismo presente in tutti  noi e non ammettendo quello degli altri. Continuerai a nascondere le colpe dietro l'uomo nero e godere delle lodi innalzandoti sulla punta dei piedi, per sentirti più in alto, continuando a farti rimpiangere e compatire.
Avrai la pelle rigata da segni a cui hai voluto cedere, scansando le cicatrici , che mai hanno avuto la pretesa di essere il giusto, ma se non le assaggi non ne conosci il sapore. 



Dimmi qualcosa che non so!

Allora potrai riempire quel vuoto con te stesso.

A me è successo e non voglio smettere

mercoledì 29 gennaio 2014

Spietato


E il silenzio ritorna a prendere forma, così come il buio la sua melodia.
Indosso i vestiti ,che avete confezionato per me, sorridendo di sfida , snocciolando i bottoni tre le mie dita, come schiocchi di frusta, che dominano i miei demoni.
Mi calzano a pennello.
Seguo i mie passi sulla mia non ombra.
Non verrete soddisfatti dal saperne il loro peso e non vi avvicinate per provarlo.
Nero dipingeva la pelle seguendo i contorni dell'anima.
Io la graffio.

Non vi siete accorti che sono nudo, cosi chiusi nel suono del disco, che segue emettendo una musica, che siete pronti a produrre, ma non siete capaci ad ascoltare.
Nello stesso momento, che vi sentite forti e provate a fiorare il mio banco per batterlo, avete già perso.
Vi nutrite di quelle briciole, che avevo voglia di spargere nel passato, le usate da arma annaspando nel vostro non essere.
Sarà piacevole lasciarvi credere di avere vinto.
Guardarvi aprire la scatola del premio, che troverete vuota e le briciole, che avete assaggiato non saranno neanche un ricordo.
Nemmeno saprete ascoltare lo stridio degli angoli della mia bocca che ghignano, il mio allontanarmi spietato,
su questa scia di nero veleno di cui mi avete vestito.
Non ho tempo per farvi guarire.
Ho di meglio da fare.

mercoledì 22 gennaio 2014

La Manada



Crescere insieme non è per forza farlo insieme.
Questo legame del branco che ci unisce, la necessità della serenità dell'altro, il bisogno di sfiorarsi col pensiero, come la lingua di Kika cerca il nostro sapore per lasciarci il suo.
E le sensazioni rimangono unite in un abbraccio dei nostri corpi piegati uno nell'altro.
Anche se non tutti saranno in grado di comprendere,
noi sappiamo che non possiamo ne vogliamo evitarlo.







Accovacciato ai piedi della scala guardandoti salire questi gradini scivolosi, sostendo il tuo passo nel silenzio,pronto a raccoglierti se dovessi cadere.



Creciendo juntos no es necesariamente que hacerlo juntos. 
Esta unión de la manada que nos une, la necesidad de la serenidad de la otra, la necesidad de tocar cada pensamiento, como la lengua de Kika busca nuestro gusto y  deja el suyo.
Y los sentimientos se unen en un abrazo de nuestros cuerpos acorrucados entre sí. 
Aunque no todo el mundo será capaz de entender, 
sabemos que no queremos evitarlo.

Acorrucado al pie de las escaleras te miro subir estos escalones resbaladizos, apoyando tu pasos en mi silencio, siempre listo a cuidarte y a recojerte si te caes.

venerdì 17 gennaio 2014

Ya Ta



Sicuramente non è il motivo per il quale non mi sono mai girato per guardare indietro, seguendo il mio cammino, a volte corsa, altre piu lento.
Pero la unica volta che l'ho fatto ho visto la strage e ho cominciato a cadere.
Si è fermato il vento e niente poteva sostenermi, ne io cercavo nulla a cui aggrapparmi, torturandomi il cervello.
Non c'erano piu lame per tagliare, cacciavo  il mio "di meglio da fare", implodendo in me stesso, senza lasciare uno spiraglio a nessuno per guardare dentro.
Il nero si era trasformato in buio e il silenzio in afonia.



Pero tutto questo è già passato e di nuovo ricomincio il mio cammino e seguirò senza voltarmi.
Certo della mia meta , allontano i passi da un paese, che mi sta ospitando e che non sento più mio, di cui ne ho fatto parte, ma rimarrà tra i corpi della strage.
Scrollo le spalle lasciando che mi scivoli tutto addosso di nuovo,
l'abitudine al dolore diventa forza, la mia addizione alla passione si è fatta forte, ha trovato un porto da dove non salperà più.
Perchè sono abituato a lottare per ciò che voglio e se mi vesto di nuovo della mia sicurezza, della mia presunzione, della mia libertà, dell'eterno legame a chi ha saputo vedere nel buio e allungarmi una mano, nel rispetto non calpesto i corpi inermi della mia strage, li scanso lasciando a loro la scelta di rialzarsi.




Ho buttato le mie ferite sanguinanti, facendole girare sulle dita della mano, soffiandole contro vento, perchè per un'ultima volta potessero carezzarmi.





No es la razón por la cual nunca me volví a mirar hacia atrás, siguiendo mi camino, a veces corriendo, otros más lentos. 
Pero la única vez que lo hice vii la masacre y  empezè a caer. 
Se detuvo el viento y nada me podía apoyar, ni yo estaba buscando algo para agarrarme, torturandome el cerebro. 
No hubo más cuchillas para cortar, rechazando mi "cosas mejores que hacer", implosión en mí mismo, sin dejar una abertura para que cualquiera pudiese ver el interior. 
El negro se había convertido en la oscuridad y el silencio en la afonía.
Pero todo esto ya ha sucedido y otra vez voy a empezar mi camino y seguir sin mirar atrás. 
Por supuesto tengomi objetivo, los pasos se alejan de un país que me hospeda y que ya no siento mio, de la cual yo era parte, pero siguen siendo uno de los cuerpos de la masacre. 
Me encojo de hombros y  dejó que  deslize sobre mí de nuevo, 
 el habito al dolor se convierte en fuerza, además  la pasión se hizo más fuerte, se encontró en un puerto desde donde no navegará más. 
Por què estoy acostumbrado a luchar por lo que quiero y si me visto de nuevo de mi seguridad, mi presunción, de mi libertad, la unión eterna a aquellos que han sido capaces de ver en la oscuridad y para tender la mano, con el respeto no pisoterè los cuerpos indefensos de mi masacre, lo evito dejando que  suban a su elección.
Tiré mis heridas sangrantes, dejandole dar volteretas sobre mi dedos de la mano, les soplè contra el viento, porque por ultima vez  me pudiesero acariciar.




venerdì 27 dicembre 2013

....YO PUEDO SER SOLO SI TU ESTAS..........


No necesitan mas palabras ,
cuando sabemos que nada y tampoco nadie 
puede quitarnos lo que hemos estado, lo que somos,
por que queda marcado en nuestra piel, 
en nuestra alma
que

"..Yo puedo ser solo si tu estas....."
y es eternidad.
No se cuanto
 tiempo pasarà por que yo pueda tenerte de nuevo entre mi brazos.
Lo que se es que estarè siempre en ti, como tu estaras siempre en mi.
Estarè siempre por ti.


Hasta siempre.
Y nada mas importa.

martedì 3 dicembre 2013

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Nero avrebbe giá scritto milioni di righe,colorando il buio di colori forti.
Ma io non sono Nero.
Io l'ho ucciso.

Bloccare il vento é impossibile,Rosi mi ha appena detto che si puó calmare.
Peró questo non fa parte di me.
Non hai piú nero per oscurire le pareti,che lentamente si stanno chiudendo su stesse.
Echeggiano le voci di chi ho amato e le spengo come catrame ardente strisciato tra le dita.




L'insano,il folle legame perfetto é ció che mi sta tenendo in vita.

Il flebile respiro rimane tormenta e so che la mia totale follia potrebbe trascinare al fondo anche la persona che ho al mio fianco,che mi appartiene,a cui appartengo.
Completamente.
Come non é mai stato.
Che non lo merita.
Peró chi mi conosce sa che sono quello degli estremi.


Bando alle ciance!
Nero é morto.
Io sono molto stanco e sono qua per salutare tutti i miei lettori e coloro che ho conosciuto relmente....
che adoro.
Se non scriveró piú entro il giorno della Befana
vorra dire che non ho ucciso solo Nero.
Parola di Oren.




P.S.  Nel talcaso, chiunque avesse pensato di battere banco lo abbandoni.Perché chiuderó le porte dell'inferno e sará solo dolore.Irriverentemente anticiperó la morte....solo per burlarmi ancora una volta di lei.


mercoledì 16 ottobre 2013

Pensieri sparsi come il piscio sui piedi



Sono passati secoli da quando ho smesso di tentare di farmi capire,anche se non mi sento un incompreso.
Purtroppo é troppo facile e ovvio sapere, che molti si fermano ai titoli di testa,alle copertine e per quanto sia infinito il fondo non riescono a solcare la superficie, per quanto sia esteso l'orizzonte la miopia congenita della mente blocca lo sguardo alle palpebre.
Ma queste sono solo parole buttate qua ,come a riempire un cassetto per poi dimenticarne il contenuto.
Capita poi....
che c'é chi si sente amico di tutti, genitore senza figli,sposo senza sposa o viceversa,retto alla pianificazione della sua vita, dove non ci sono sfumature,non ci sono ne alti e ne bassi,dove tutto é organizzato al secondo e ogni imprevisto diventa una pessima emozione invalicabile.....
dove o é bianco o é nero ,anche se gli estremi non si riconoscono ,perché cé l'assoluta mancanza delle sfumature,di voler e poter capire, pensare, provare a osservare qualcosa che va al di lá de la routine,nascosto nella povertá di emozioni,alieno alla passione, perché completamente codardo al dolore


Comunque...dopo aver riempito il cassetto al lato con tutti questi pensieri arrivo al dunque....
Non vi potete lamentare del mio sorriso irriverente, della mia risata strafottente visto che pensate di essere miei giudici ,inquisitori ,amici e consulenti (che non ho mai chiesto di avere).
E non vi potete offendere se mi abbasso i pantaloni e vi piscio sui piedi,quando cercate di farmi ragionare puntandolo tutto sul ...
SENSO COMUNE.....
perché questa volta mi sono divertito,
la prossima non piscio,
tiro acido cloridico.