Poca la polvere depositata sui cartoni che contengono simboli del mio passato, basta alzarli per chè cada, un leggero soffio di vento, un tremare trepidante dell'attesa e il rotolo di carta gommata scivola sui bordi saldandone il contenuto. Pronto. Silenzio nell'attesa. Dai muri sgorgano occhi che osservano, una porta si apre nell'immediato futuro, mentre i sogni accolgono l'incanto, mentre pervade l'odore di Noi riempiendo ogni piega, che scivola prepotentemente lungo la tua schiena e la pelle si tira e la carne brucia stillando gocce di te.
Legàmi indissolubili accompagnano i movimenti. Assaggi la tua pretesa, mentre il tuo sguardo brucia lungo il mio ventre per completarsi nel mio e le unghie affondano a predare ciò che ti appartiene, quello, che come me, decidi di poter dare e i passi si uniscono, le carni combaciano penetrandosi, le anime si incrociano puntando nella stessa direzione e non è un peso muovere un gesto e ritrovarsisempre nello stesso punto, che non è un punto fermo. Improvvisiamo completandoci, ci muoviamo allineandoci. Legàmi indissolubili accompagnano le dita, che scivola una nell'altra, consapevoli che la parola libertà non ha più il suo significato virtuale, utopistico, ma cessa nella realtà dell'eternità, per assumere una forma diversa. Liberamente Mia Liberamente Tuo
I never made promises lightly And there have been some that I've broken But I swear in the days still left We'll walk in the fields of gold
Rinnovo la mia libera scelta ogni istante, mentre due piedi calano nella stessa orma, sulla linea dell'orrizzonte, che divide il giorno dalla notte, là dove il mare e il vento accarezzano i passi sull'oro della rena e si confondono uno nell'altro. Non c'è inizio, non c'è fine.
venerdì 23 aprile 2010
Mentre sprofondi nella tua nicchia, sento il sangue scorrere lungo le mie braccia, che ti avvolgono. Ascolto il silenzio, che galleggia sulle nostre labbra, mentre si toccano. Solcare gli stessi passi è un'impronta lasciata nel presente, a cui segue quella del futuro, è un balzo nel passato, che va oltre l'immaginare i perchè, ne accarezza la comprensione della compressione.
Lascio che il mio respiro, si mischi ai tuoi capelli e ascolto lo scorrere del sangue, che è Tuo, che è Mio.
mercoledì 21 aprile 2010
Già... elettricità nell'aria... un pensiero che scuote le foglie del tempo... tasti d'avorio che saltellano sotto le dita... l'incavo vuoto di un baule sul cui coperchio è steso un vestito nero senza vita... una mano che stringe il pensiero... lo stritola... sabbia che cade... il vento la spande nell'aria... un anno passato.... il silenzio dice ...è tempo di Voi...
Sorridi. Sorrido.
venerdì 16 aprile 2010
Nella più folle delle mie fantasie, nel più tormentato dei miei desideri non pensavo di potere trovare una corrispondenza tale in chi amo. Tradurre in realtà le sensazioni che gonfiano le vene, trovandoci spesso a parlare una lingua, che esprime ciò che pensiamo, come parlassimo con noi stessi.
La comprensione dipana le propie braccia, camminando su tappeti di foglie cadute, accarezzando con gli alluci i petali di quelle rose che hanno lasciato cicatrici con le loro spine. E siamo una dentro l'altro, rincorrendo il bisogno di comunicare ogni istante, trapelando lentamente quei ricami del tempo, che hanno tessuto ciò che siamo, che è ciò che amiamo.
E le pelli si incontrano e si fondono insieme, per colorare quelle emozioni, di cui le parole non possiedono i toni, rimarcando sulle pieghe il bisogno di esserci, dilatando la cute per mischiare il nostro sangue, allargando la carne, come le ali di una farfalla, per rinnovare il nostro desiderio e saldare la forza della sicurezzza dell'appartenenza. Scivolano stoffe ai piedi della porta, che ci osserva stupita, invidiante e bramosa, tremando nell'attesa di liberare quelle scatole di cartone ancor piene di me, della mia storia. Ti avvolgono stringendo col mio odore, lasciando sulla tua indecenza il mio sapore, riempiendo calici di assenzio, in cui ci perdiamo, per poi ritrovarci occhi negli occhi e rinnovando la promessa, tatuata nell'anima, mai pronunciata in un passato antico, ma che ora è l'ultima, anche se cammina sulla linea che divide il gorno dalla notte. Apro la bocca, le labbra ti sfiorano il collo, lascio che i denti affondino nel pasto che abbiamo liberamente deciso di condividere, pieni e mai sazi.
E' passato tempo dall'ultimo tentativo di benedizione che hanno provato a darmi. Il seguito..... beh il seguito una sorta di maledizioni, ma si sa, amo molto la stima che si ha di me, dannato non mi hanno mai fatto gli altri, ci son riuscito da solo, fa parte di me. La tesa del cappello continua ad abbassarsi ed è inutile che ti nascondi dietro di essa. Ti vedo sghignazzare divertito dai tentativi di colpirmi, che scivolano su di me, a volte,anzi spesso neanche mi tangono. Quindi non sprecate il vostro tempo in questi vagheggiamenti di insana stregoneria, in pretese di ciò che non è vostro, che non lo è mai stato, perchè una verità è vera finchè supportata dalla purezza, poi quando viene meno, anche solo un barlume di questo, il vero scompare, corre all'indietro e cancella ogni cosa dandogli un significato differente. Le vostre cazzose Mal Edizioni non fanno che alimentare le speranze di chi è dietro quella fottuta porta, che mi brama, come voi....ahahahahahahahahahahahah
Avanzo con passo sicuro, pelo irto, orecchie tese, voglio gli sguardi nei miei occhi, se ne siete capaci, fate ciò che volete, sprecate Mal Edizioni, ma statemi lontano, non conosco pietà, ne per me, ne per gli altri.