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PECE

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La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

giovedì 6 novembre 2008

Pink Floyd-Dark Side of the Rainbow 1

Nel mio bosco è sempre notte,
solo le foglie fanno rumore a furtivi passi,
solo il vento stride sui tronchi piegandone le cortecce,
la luce della luna distende gli artigli,
odore di umido che sa di morte anche se è vita.

Nel mio bosco è sempre caldo,
anche quando la brina si posa leggera sulle foglie cadute,
anche quando la neve le copre,
e i miei spettri battono i denti,
quasi mi abbracciano alla ricerca di calore.

Nel mio bosco tutto si specchia in una radura,
la notte si apre tra le chiome degli alberi,
le stelle sembrano brufoli infetti
e tremano ai pensieri,
cadendo dietro la montagna che mi sovrasta.

Nel mio bosco la musica sono i miei pensieri,
suonano stonate note di uno spartito sconnesso,
tutto diventa metallico,
dolce armonia di un archetto su una lama di sega,
là dove trionfa ora il rosso dell'autunno
ora domina il nero della notte.

Nel mio bosco ritrovo me stesso,
lavo con la pioggia i miei patimenti,
non c'è tronco che celi le mie ombre,
non c'è fiore che rimanga protetto dalla sua corolla,
non c'è eco alle mie grida.

Nel mio bosco la pioggia termina all'ululato di un lupo,
gocce che come lacrime ritmano il loro cadere,
le nuvole in alto corrono come impazzite,
lasciando spazio alla luna,
riflessa in alto dal pozzo dei miei pensieri.

Continuo a girare su me stesso,
l'acqua rimasta scorre sul mio corpo,
un arco di rosso magenta si stende,
dalla luna dietro la montagna,
è tornato l'odore del sereno.

Ammiro da dietro la faccia pallida
il mio arcobaleno



shade

Mentre aspetto,seduto sui gradini di questa Piazza, l'arrivo della mia amica,i ricordi partono alla vista di S.Petronio,quasi sia uno schermo gigantesco in cui proietto il mio passato.
C'è stato un momento,un periodo,in cui Mona ed io eravamo attratti dalle lame,dalle prove di resistenza al dolore.

La rabbia ci percuoteva da dentro e nella nostra intimità la soffocavamo con tagli,alla nostra pelle,nel rilassarci a vedere il sangue uscire dalle ferite.
Trattenevamo le urla per il male,contraevamo i muscoli,stringevamo i denti,nudi o quasi dentro la stanza.Certo io ero avvantaggiato perchè ero stato abituato,ma questa è un'altra storia.
Eravamo io e lei,ci mostrevamo le ferite,ci prendavamo in giro,magari la punta di un coltello rigava l'avambraccio,mentre lei mi strizzafa forte i capezzoli fino a farmeli bruciare dal dolore.


Gli occhi fissi,gli sguardi intrecciati nella ricerca di un sussulto.Ci eccitavamo e man mano che il sangue sgorgava col suo rosso vita, la rabbia,lo sconforto,l'essere contro scialava lentamente,lasciando posto a baci,a lingue che raccoglievano quelle lacrime del corpo.E quasi in estasi ci ritrovavamo uniti nella nostra follia di amore leccando quel veleno che per un istante ci aveva abbandonato

mercoledì 5 novembre 2008

oggi è il compleanno di una mia amica

Oggi è il compleanno di una mia amica,anzi è il compleanno della mia amica,lontana,almeno fisicamente,nella sua solitudine,nei suoi silenzi,nel suo tormento.
Spesso sia nel virtuale,che nella vita ci si dimentica al solo pensiero di soddisfare i propri fini,della sensibilità della gente.Nascosti dietro desktop da perfetti sconosciuti,nascosti dietro maschere che mostrano solo la convenienza.



Oggi è il compleanno della mia amica,almeno per oggi e spero per alcuni per sempre,vorrei chiedervi di portare rispetto,non faccio nomi,ognuno in cuor suo sa di cosa sto parlando.Portare rispetto ha un significato nel non vendere false affini chimere che vanno a toccare animi fragili,non sprovveduti,ma sensibili rischiando di creare danni alla stabilità già difficile da mantenere.Ossia chiarifico,ai venditori di perle di saggezza,ai gladiatori romani o forse amburghesi,ai venditori di false affinità del passato,ai mercanti di sogni,alle invidie di donne,comunque a tutti coloro che hanno come scopo il proprio fine,senza ascoltare,senza capire,chiedo per favore una tregua.

Il momento è difficile,particolarmente struggente


Oggi è il compleanno della mia amica,come regalo portiamole rispetto e la lealtà viscerale che lei da a noi.

martedì 4 novembre 2008

viaggi

Inizia tutto per sperimentare,per la curiosità di capire,
la mente esce dal suo torpore,in lucida visione di se stessi,
in attento confronto con gli spettri,
nell'analitica indagine di se.

Come avere i piedi dapprima immersi in una pozzanghera,
sentire il fango salire lungo la schiena,
sentirlo aggrapparsi alla pelle,
infilare gli artigli tra le ferite.
In tua compagnia lasciamo che la carogna ci pesi sulle spalle,
che si impossessi dei nostri eccessi sensi,
mentre il fango ci pervade ogni cellula,
sdraiato sul letto con la voglia di te.



Mentre il naso mi gocciola,
i fazzoletti di carta strusciati nell'aria,
l'insicurezza della sua mancanza,
la voglia di tagliare ancora.
Quel sapore in gola di cherosene che brucia come un pozzo in fiamme,
quel male alla pancia del taglio di amanite,
la voglia di fumare,
di riempire punta della sigaretta della tua polvere.

Guardarti distrutta dopo la notte.
coi muscoli che dolgono,
la voglia di entrare dentro di te,
di farti godere,
mentre la scimmia spinge i colpi sulle mie spalle,
voglio sentirti godere senza parole d'amore.
Le mascelle che tirano,la carogna che preme,
la testa che getta immaginio continue e veloci di un mondo abissale,
la lucida cognizione del proprio io,
ormai mi esce dagli occhi,cola dal naso,
lecco ancora il bordo della tessera sporca,
i lati del rotolo di banconota,
mi brucia la lingua,
ti bacio tenendo gli occhi spalancati,
affondo nei tuoi rimanendo a galla.

Notte viola

E' notte i tormenti continuamo a giocarmi la mente,
c'è Carlo qua con me,
sta dormendo nel suo sonno innocente,
guardarlo mi rincuora,
è tutto ciò che mi tiene in equilibrio,
è la mia forza,
il mio appiglio ad un mondo che rinnego o che forse rinnega me.
E' il mio giudice,
l'unico,
chissà cosa pensa realmente di me.
Quante ne ha dovute sentire su suo padre,
verità,cattiverie,giudizi scandalosi.
Chissà se si vergogna,
se si sente a disagio ad essere figlio di un disadattato,
che non scende a compromessi,
spesso distaccato dal mondo sociale,
in lotta con tanti.
Chissà come reagisce al contrasto di idee con l'altra educatrice,
al mio non amore per il denaro,
alla mia lotta per la libertà,
all'educazione alla comprensione,
al non etichettare,
al non ghettizzare,
al sapere amare a prescindere senza interessi manieristici.
Certo si sente amato da ambo le parti,
gli piace ascoltare i miei racconti,
sa che può domandarmi qualsiasi cosa,
ascolta i miei silenzi,
coccola le mie invisibili lacrime,
si aggrappa alle mie ali nere per farsi portare in volo sul mondo,
per imparare a volare.
Cerco di nascondere spesso quel tappeto di petali corvini che copre la mia via,
i miei spettri restano nascosti quando sono con lui,
quasi lo temono.
Lui è la luce,
è quello spiraglio al non buio,
è la mia Italia o perlomeno il motivo della mia permanenza qua.
Le mie assenze fisiche sono lunghe,
gode della presenza costante della madre,
della compania costante di adulti.
Lo sento respirare dolcemnte,
dalle sue labbra esce il canto dei sogni.
E' tanto che non lo facciamo,
ma stanotte ne ho bisogno,
di infilarmi nelle coperte con lui ,
di tenerlo vicino a me,
tra le mie braccia,
di sentire l'odore di tutto il mio amore.

domenica 2 novembre 2008

Giorgio Gaber - io non mi sento italiano

Non mi piace generalizzare,continuo ad osservare la persona,il singolo,a prescindere da ogni cosa che sia razza,sesso,religione,politica,età.

C'è paura nell'aria,il timore da sempre chiuso nell'apparire,la paura delle macchie,del peccato,di esporsi.Il Dio denaro governa ovunque nel mondo.

Alla parola nazionalista ci chiudiamo nella paura del nazismo,come quando veniamo chiamati razzisti.Sono note dolenti,ma esistenti.Vorrei che fossimo più uniti,non più nazionalisti,uniti per arrivare a qualcosa di migliore nel comune,non certo in nome di questo Stato,dei nostri governanti che non hanno colore,ma solo il tanfo di marcio che fa parte integrante della loro posizione.Guardo gli esempi di altri stati,ho vissuto le sperienze di protesta in Europa,lontano dall'Italia.Quando la gente si mobilita scende in campo come in battaglia,non si limita a reggere striscioni o a godere di una giornata libera.Blocchi del traffico,delle linee,veri e propri disagi esposti alla sensibilizzazione di tutti,soprattutto di chi governa e in teoria deve fare il bene del paese suo suddito.Siamo troppo chiacchiere e distintivo,la puzzetta sotto il naso,il facile additamento di ciò che è diverso,il sogno della ricchezza,l'esasperata ricerca dell'avere.In Italia manca il sociale su tutti i fronti,non si legge,attaccati alle reti del Grande Maestro a impigrirsi sulle notizie sfacciatamente non sublimatiche ma con lo stesso effetto.Mi dispiace dirlo,ma il menefreghismo è dilagante,pronti per rispondere a questa offesa a vestire i panni di lontani pensieri di rivolta senza conoscerne il significato.Il paese è governato in ogni sua piccola cellula dal clientarismo,dai passaggi ereditari di cariche e professioni,penso che siamo esattamente lo specchio del nostro governo,Come ho detto prima chiacchiere e distintivo,

Sommate a queste mie visioni,la mia realtà,in questo posto che è la mia residenza attuale,alla mia esperienza personale,che ha cozzato contro la mentalità di un paese gretto,che come ideale ha veramente solo il Dio denaro.Davanti ad ogni cosa,figli compresi.Ho cozzato contro il razzismo per una storia avuta con una ragazza nera,ho subito cattiverie,nessuno ha mai compreso come possa avere lasciato la mia ex moglie ricca per vivere da solo a fatica,per avere mandato il prete a benedire altri luoghi ma non il mio,per non avere mai avuto rispetto per il loro denaro,ne paura.

Va beh,solo pensieri,oramai ritriti,in attesa del mio permesso di soggiorno

sabato 1 novembre 2008

TOC TOC

Toc toc,bussano alla porta,
apro gli occhi,
non che stessi dormendo,
ma ritorno alla realtà.

Toc toc,bussano alla porta,
non ho voglia di alzarmi,
di vedere chi è,
non aspettavo nessuno.

Toc toc,bussano alla porta,
anche le mie ombre,
seguaci del mio io,
mi trattengono dall'alzarmi.
Toc toc,bussano alla porta,
sarà un creditore,
un amico inatteso,
forse sarà solo un gioco del vento.
Toc toc,bussano alla porta,
un tempo sarei corso ad aprirla,
magari sarà lei,
in un viaggio dal passato.



Toc toc,bussano alla porta,
un fievole fascio di luce entra nei miei pensieri
rientro nella luce,
ne vengo abbagliato

Mi fastidia ogni cosa,
anche il semplice alzarmi,
l'interrompere il mio colloquio con gli spettri,
il rompere questo armonioso silenzio.

Eppure mi alzo,
lentamente mi avvicino alla porta,
la apro secco,
nessuno al di là,unoscherzo del vento.

Toc toc,bussano alla porta,
ora indispettito la spalanco,
massa di ammasso,
di copie di copie.

Paesaggio deserto,
voci mute,
sorrisi stampati,
su una ruvida tela di chiazze monocromatiche.

Torno a sedere
sbattendo la porta,
brindo con l'ombra sempre presente e pressante,
me stesso.